Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filosofia. Mostra tutti i post

sabato 13 ottobre 2012

Ontopsicologia

Non so di preciso come sono capitato a leggere questi vostri post sul tema dell’ontopsicologia. Quello che so è che mi ci sono imbattuto e – ironia della sorte - mi interessano pure. Parlo di ironia della sorte perché con questi argomenti non ho mai avuto nessuna familiarità. Ai tempi della scuola la materia che più odiavo era proprio la filosofia. Ricordo nottate intere a cercare di memorizzare quei concetti astratti; dosaggi industriali di caffè per tenermi sveglio, ma niente, nulla da fare. Poi ci si metteva pure mia madre con i suoi ipse dixit: “la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale tutto resta uguale”. Bell’incoraggiamento. Del resto la mia passione sono sempre stati i numeri e le cose concrete. Cinque più cinque fa sempre dieci; lo vedi, è sotto i tuoi occhi, è una cosa concreta. Qualche giorno fa però, mentre concedevo un prestito ad un mio cliente (faccio il consulente finanziario in una banca) mi viene da pensare al movimento di quel denaro: un mazzo di rettangoli di carta che passando dalle mani della banca a quelle del cliente e poi dell’architetto, e poi dell’artigiano, e poi dell’arredatore, si trasformeranno in un piano bar dove le persone andranno a divertirsi e a suonare. In un continuo fluire di azioni in trasformazione quel piano bar farà muovere soldi e persone. Allora, pensando a questo movimento mi è rivenuto in mente Eraclito che mi pare dicesse qualcosa come “panta rei”, tutto scorre. È stato lì che ho pensato: “ma allora era vero!”come un fiume che scorre le cose e le persone si trasformano in un continuo divenire. Poi in uno dei vostri post leggo di un In Sé che è olistico - dinamico e mi viene subito da associare le due cose. Leggo che il suo muoversi è sempre centripeto, di riflesso è espansione, non è mai centrifugo e credo proprio di aver capito cosa significhi. La cosa comincia ad interessarmi non poco, …. approfondirò le mie letture di ontopsicologia, perché mi pare di intuire che anche in questo campo cinque più cinque continui a fare dieci

Antonio Meneghetti: EMERGENZE PLANETARIE, NON BASTA L'ASSISTENZIALISMO. SOLO... ONTOPOLITICA?

“Lo Stato che diventa eccessivamente assistenzialista sottrae all'individuo il proprio dovere naturale di formarsi, di crescere, di responsabilizzarsi”. Da sempre Antonio Meneghetti denuncia i rischi dell' “assistenzialismo”, sia nella dimensione individuale che in quella sociologica, sia nel microcosmo genitori-figli che a livello di comunità nazionali, sia nella pratica pedagogica che nelle scelte politiche. E al riguardo, ribadisce la propria posizione anche ricorrendo ad esempi diversi: come quando ricorda che “i geni dell'umanità, sempre individuali, sono tutti nati dal sacrificio (nessuno viene dalla gratificazione di famiglia”, oppure quando spiega le poderose trasformazioni culturali ed economiche conosciute dalla Cina. “Deng – ricorda Meneghetti – conosceva bene la filosofia del luterano francese Calvino. E quando insegnò ai cinesi che è bello e buono essere ricchi, cominciò a far capire ai cittadini che dovevano cercare di diventarlo per non essere sempre di peso allo Stato”. Più nel dettaglio, secondo l'Ontopsicologia “i benefici dell'assistenzialismo integrale e collettivo devono essere continuati”: “non posso essere me stesso se la dignità di un altro uomo è lesa”, scrive Meneghetti nel suo libro Sistema e Personalità. Il rischio è che però, nel fare questo, si sottovalutino quelle “ombre sinistre di deviazione e regressione” che si annidano proprio “dietro l'aiuto al prossimo perdente”: “un esclusivo biologismo” e “un'indiretta complicità con la disgrazia”. Il punto di sintesi tra queste opposte istanze? Meneghetti l'enunciò per esempio al Palazzo di Vetro a New York in una conferenza del 2001. “I leader devono saper dare la strada all'anima di qualsiasi sottosviluppato (...). Quando ogni uomo legge il mandato della sua anima, realizza tutto questo e migliora il mondo per tutti”. Solo... ontopolitica? Fatto sta che, a dieci anni di distanza, le Nazioni Unite si interrogano sull'effettiva efficacia delle tante azioni intraprese all'insegna degli MDGs (gli “obiettivi di sviluppo del millennio”) per combattere nel mondo fame, malattie, discriminazioni, analfabetismo. Mentre invece, proprio in ambito ONU, sono stati assunti come felice paradigma alcuni progetti fondati sulla metodica ontopsicologica realizzati con successo in Brasile, in un'area del Paese - sottratta così a povertà e subcultura - che da questi progetti, finanziati esclusivamente con risorse private, ha tratto grandi benefici economici e sociali.

mercoledì 3 ottobre 2012

La "setta" Ontopsicologia e la politica a Roma: Antonio Meneghetti a Montecitorio, Palazzo Valentini


Presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, il 23 febbraio 1990 si tiene la presentazione dei libri “Psicoterapia e società” (oggi “Psicologia, Filosofia, Società”) e “L’In Sé dell’uomo” di Antonio Meneghetti . Apre i lavori il senatore Benedetto Todini che illustra i motivi dell’incontro, tracciando un breve profilo dell’autore e del suo muoversi scientifico, alla ricerca di una metodica “che fosse affidabile a chiunque avesse voluto esercitare con valore, con professionalità, una funzione per l’uomo”. Sempre il Sen. Todini, in rappresentanza della Provincia di Roma, in occasione della consegna del premio “Una scienza per più culture” al Prof. Meneghetti , Prof. A. Krylov e Prof. A. Vidor a Palazzo Valentini il 21 aprile, pone l’accento “sull’importanza che ha, per l’intera collettività e non solo per la scienza in senso stretto, il fatto che ci siano uomini che in modo laico e coraggioso sanno guadagnare ogni giorno nuovi spazi d’intelligenza per la ricerca dell’Uomo”.
Chissà come sarebbe stato descritto questo evento in Occulto Italia? Che titolo avrebbe avuto? "La setta si siede a palazzo"?