venerdì 27 novembre 2009

Business Intuition: affidabile o no?

Nel business, per rimanere competitivi sul mercato, per ottenere un successo durevole, per “stare al passo con i tempi” in una globalizzazione che ha ridotto ai minimi termini le coordinate spazio/tempo, etc., uno degli strumenti che si considera importante è l’intuizione. Ingente la quantità di libri, corsi, seminari che promettono di insegnare “lo sviluppo intuitivo”, siti che trattano l’argomento di come comprendere l’intuizione, etc.

Dall’altra parte ci sono i cosiddetti detrattori che sostengono non solo che sia improbabile che l’intuizione sia d’aiuto, ma che spesso è fuorviante, soprattutto in dinamiche relative alla complessità aziendale. Per questo si preferisce una tradizionale pianificazione strategica e le ricerche di mercato sono considerate sicuramente più affidabili di una scelta intuitiva.

La posizione della FOIL (Formazione Ontopsicologica Interdisciplinare Leaderistica) è: “C’è un’intelligenza, l’abbiamo tutti: cerchiamo di capirla, perché questa intelligenza sarà una costante risorsa in tutte le problematiche di noi uomini, nel nostro Paese, nella nostra città, nella nostra vita privata, nella nostra azienda etc.” Il Corso Superiore in Business Intuition organizzato dalla FOIL si propone proprio questo obiettivo.

martedì 27 ottobre 2009

La coscienza è esatta?

Tutti immaginano che “coscienza” si debba intendere come “direttiva morale”. In questo caso, il tibetano applica il suo modello di morale; il cattolico ha un altro stile; l’islamico ne ha un altro ancora, etc.: è il termine più complesso e confuso, e ognuno lo adegua ad un imperativo ideologico, inquisitore, morale. Ad esempio si usa dire: «Non hai coscienza? Ma che coscienza hai? Ma questa è coscienza?», etc.

In tal modo, è stato rovinato questo termine, che invece è semplicemente un momento tecnico. La coscienza è un passaggio di visione tecnica. La presa di posizione non è la coscienza, ma è qualcosa che sta prima e dopo di essa: l’Io volontario, che – dopo aver letto – giudica e sceglie.

Per questo è fondamentale che la coscienza sia esatta, cioè in grado di leggere la situazione per come è. Quindi una coscienza senza miti, senza stereotipi, senza patologie, perché se si parte da inesattezza nella coscienza dei giudici, legislatori, votanti, etc., conseguentemente si avrà errore nell’azione storica.

venerdì 25 settembre 2009

Psicologia Manageriale

Questo libro è la raccolta di tutte le lezioni tenute durante il I° modulo del corso Psicologia Manageriale organizzato dalla FOIL a Milano nell'Ottobre 2001-Gennaio 2002.
In questo primo modulo sono state date le coordinate per poter entrare nel mondo del lavoro e come usare le diverse istituzioni per raggiungere un'ulteriore capacità produttiva.

per acquisti e informazioni www.psicoedit.com

mercoledì 26 agosto 2009

IMPRESA ED AUTOSABOTAGGIO

Conferenza "Impresa ed auto sabotaggio" a Marudo (LO) organizzata dalla FOIL.

Sabato 28 febbraio si è svolta presso il centro F.O.I.L. srl di Marudo (LO) la conferenza:

"L'auto sabotaggio nell'inconscio dell'imprenditore"
del Prof. Antonio Meneghetti
Presidente F.O.I.L.

Per ulteriori informazioni
F.O.I.L. srl
Tel. 0371 218070 - Fax. 0371 218032
e-mail info@foil.it
www.foil.it

martedì 21 luglio 2009

Autorealizzazione

All’interno di ogni uomo c’è un positivo base dove l’essere stabilisce il proprio senso apriorico che universalizza l’uomo all’autorealizzazione. Nella misura in cui l’autorealizzazione è frustrata, l’individuo sperimenta l’angoscia.
Questo positivo si identifica con l’In Sé originario del senso della vita. … il principio o termine universale di confronto per discriminare la positività o meno di qualsiasi comportamentistica. Esso si precisa come la struttura vita e nella diade gestaltica individuo ambiente si configura con proprio punto decisionale ed ottimale.

domenica 21 giugno 2009

Psicoterapia individuale

Lo schema logico del processo psicoterapeutico è articolato in cinque tempi.

1) Situazione di impatto.
Lo psicoterapeuta all’arrivo del cliente, di cui deve conoscere almeno il nome, deve centrarsi in assoluta disponibilità alla novità del soggetto. Molto importante è la prima impressione di incontro. Infatti lo psicoterapeuta, mantenendosi in
totale ricettività, riceve i primi messaggi cinesomatici del cliente. Sulla falsariga del discorso logico del cliente, lo psicoterapeuta ascolta e interpreta soprattutto i messaggi inconsci, i quali trasmettono sempre in sincerità il cliente.
2) Anamnesi retroattiva.
Bisogna abituare il cliente all'introspezione. A questo scopo è necessario determinare una visione panoramica dell'ambiente familiare, delle relazioni di lavoro, degli interessi sociali, personali ed affettivi. Dopo un certo sommario
anamnestico, occorre fare esporre le aspirazioni, quindi sollecitare la precisazione del problema. Quando il cliente comincia a ricordare la cronologia dell’emozione, cioè la dinamica di valutazione soggettiva dei diversi episodi, impara a cogliere che i fatti più pesanti del suo passato si sono verificati anche per colpa propria. Quando il cliente, più che la storia di eventi, giunge a vedere il proprio Io in evoluzione attraverso i fatti, la seconda fase è
conclusa: la soggettività storica del cliente comincerà a risaltare.
3) Diagnosi fideistica.
Lo psicoterapeuta sollecita l'espressione fideistica - vale a dire speranze, desideri, propositi, timori - da parte del cliente. Ciò deve essere rivolto anche al passato, per ricercare quale era l'aspettativa più reale dell'Io in rapporto agli
eventi, fino a che punto l'Io ha ceduto di fronte a tutto ciò che era esterno di sé. Se il nucleo della tonalità affettiva non è l’Io vero, ma un complesso (cioè un qualunque diverso dall’Io), ci sarà la deviazione, ma l’esigenza più profonda e insoddisfatta sarà sempre
rilevabile nell’onda dell’affettività. L’onda affettiva è teleologia dell’Io a priori: è una dinamica pura che porta in sé la missione all’Io, quindi – se viene finalizzata a diverso dall’Io – esplode in incompatibilità interiore. Percorrendo la costante essenziale
dell’affettività al di là dell’oggetto temporaneo, si rivela la vettorialità originaria rivelatrice dell’archetipia unica del soggetto.
4) Individuazione dell'In Sé ontico.
La psicoterapia ontopsicologica è basata sul presupposto che già esiste un precostituito di sanità di fatto o potenziale. Il cliente guarisce solo se si rapporta al suo modo unico di dover essere. Lo psicoterapeuta, in questa fase, deve
favorire al cliente un processo di astrazione profonda di se stesso. Deve distrarlo da ogni problematica contingente e spingerlo ad un ritrovamento della causa ultima (o prima) del proprio essere in crisi. In un cero senso è come portare il cliente all’evidenza di un tradimento interiore. Al fondo di se stessi c’è un’esigenza sempre anteriore a qualunque fatto e ogni fatto deve essere visto e scelto in rapporto a quell’esigenza.
5) Verbalizzazione ragionata e ripetuta dell'In Sé ontico (psicoterapia centrata sulla pulsione).
La psicoterapia ontopsicologica è fortemente direttiva. Tutto è determinato dalla centralità ontica del cliente. Vale a dire che il fulcro della psicoterapia non è determinato da un punto di convinzione dello psicoterapeuta, ma solo dal dettato semantico dell’In Sé del cliente. Lo psicoterapeuta è un tecnico che sa leggere la “protosemantica” del cliente e la espone alla coscienza di questo, affinché il cliente
possa agire volontariamente ed aprire la metanoia ricostituente.

Per approfondimenti : ontopsicologia

giovedì 21 maggio 2009

SOCIAL PHENOMENOLOGY AND ONTOPSYCHOLOGICAL RATIONALITY

Sociology is the study of man when organized as a group for a common goal. However, it also studies also the group as a fact.
The sociologist’s objects are behaviour and rules, processes and references, be them stable, provisory, natural, rational or spontaneous.
Each group has its own identity which is supplied by the goal, means, place and time.
Who is, what produces, why, in which way, where and when. O.I.F. (outline of identity and function).
Micro and macroprocesses – quantitative and qualitative, structural and functional, normogenic and pathogenic – are always connected to the thematic outline of identity and function.
The first type of society to be studied was the ecclesiology, which began and took place in Christian revelations since the first century after Christ.
Still active, ecclesiology defines itself as the community of believers in Christ on earth. One ideological criterion is revealed, whereas instead there are several applications.
Scientific sociology does not recognise the exactness of criterion, but includes “in Christ”, in Muhammad, in Buddha etc., as one of the ways of social structure in action.
From Auguste Comte on, the comparative method has always been used among the various types of society’s behaviour. This is due to the fact that, still today, sociology lacks a criterion of real value, due to the fact that since sociology does not know man himself, it is not able to know the associative and complex behaviour of his relations. Consequently, it uses the comparative method, having as a constant background the systems which are validated as more democratic by the best known and imposing societies (UN, EU, USA, etc.).
From societies to institutions, and from industries to provisory communities, sociology presents descriptive documents of behaviour, but never definitive and evident configurations.
That is why we have so many sociologies rationalized as structure, function, dialectics, action, interaction, ideology, demand, information, and parental, symbolic, economic systems etc. And from here, the various approaches of sociology to the individual’s behaviour as a group take place. They are all “specializations” which reveal more the attempts of configuration by the researchers than the analysis of reality. Therefore: sociology of communication, immigration, medicine, rural, technological, of education etc.