giovedì 3 febbraio 2011

La “dipendenza da telenovela”

La telenovela è un racconto seriale che ha lo scopo di tenere desta l’attenzione dei suoi telespettatori e quindi fa un ricco uso di colpi di scena, capovolgimenti imprevisti, indizi premonitori, rivelazioni clamorose e risolutive: la narrazione si interrompe sistematicamente nel punto culminante, quando l’attesa dei telespettatori diventa spasmodica (effetto cliff-hanging).
Questo tipo di serialità ha lo scopo di tenere desta l’attenzione dei telespettatori, creando in loro una forte tensione. La “dipendenza da telenovela” si determina dalla regolarità delle trasmissioni e si comincia a manifestare durante le sospensioni nei giorni in cui il programma non è trasmesso. Alcuni studi ne hanno individuato i sintomi principali: parlare con la TV, evitare di fare qualsiasi attività durante la telenovela o dare ai propri figli i nomi degli eroi televisivi.
Nel libro “Progetto Uomo” di Antonio Meneghetti, leggiamo: “Le telenovelas (…) piacciono tanto perché insistono sui complessi di massa. Il gruppo è sempre lo stesso, burattini che girano attorno ad un teatro con lo scopo di coinvolgere il pubblico sempre sulle stesse cose: aggressività, gelosia, possessività, superbia (…). Questi programmi di massa sono delle messe a punto, dei registratori di complessi. Essi servono a mettere in contatto l’emozione umana con il monitor di deflessione.”

lunedì 26 luglio 2010

Ontopsicologia e intelligenza russa: un binomio di valore

Nel corso di una conferenza a Mosca, nel 1995, un giornalista chiese al prof. Meneghetti quale contributo potesse offrire l’Ontopsicologia alla evoluzione del popolo russo.
Risposta: “Smettere con qualsiasi forma di vittimistica pretesa di assistenzialismo e concentrarsi sugli immensi potenziali di ordine sia economico che culturale che la Russia ha, rinunciando a qualsiasi patetica imitazione del “robot” occidentale e statunitense per riscoprire la grande intelligenza dell’“anima russa” che palpita ancora intatta sotto le spoglie di mille problemi”.
A quel tempo la Russia era considerata quasi Terzo Mondo. Ma ora che sono passati quindici anni, e
che questo Paese ha assunto un ruolo di leadership su molteplici fronti a livello internazionale, ci rendiamo sempre più conto del valore di quelle parole.

martedì 21 luglio 2009

Autorealizzazione

All’interno di ogni uomo c’è un positivo base dove l’essere stabilisce il proprio senso apriorico che universalizza l’uomo all’autorealizzazione. Nella misura in cui l’autorealizzazione è frustrata, l’individuo sperimenta l’angoscia.
Questo positivo si identifica con l’In Sé originario del senso della vita. … il principio o termine universale di confronto per discriminare la positività o meno di qualsiasi comportamentistica. Esso si precisa come la struttura vita e nella diade gestaltica individuo ambiente si configura con proprio punto decisionale ed ottimale.